Progetto Quid - un marchio moda etico e sostenibile

Organizzazione

Cooperativa Sociale Quid
Società cooperativa
Sito Cooperativa Sociale Quid

Localizzazione della buona pratica

Avesa (Verona)
Veneto
Italia

Lingua originale della buona pratica
Italiano
Area
Settore
Target Groups
Beneficiari diretti: soci lavoratori e dipendenti; principalmente donne, disoccupate over 50 ma anche lavoratori con fragilità (ex-carcerati, ex-tossicodipendenti e persone con disabilità, rifugiati e richiedenti asilo, donne vittime di violenza, vittime di tratta, NEETs).
Beneficiari indiretti: organizzazioni del territorio ed Enti del Terzo Settore, clienti, aziende di moda.
Tipo di finanziamento
Pubblico-privato
Livello di Applicazione
Aree produttive
Ambito tematico
Approccio Integrato per Filiera o Settore
Durata
Motivazione

Vedere nei limiti dei punti di partenza. Questa è l’idea di Anna Fiscale, fondatrice di Quid. 


Lavorando a contatto con il mondo femminile e cercando quotidianamente nuovi spazi di empowerment femminile, Anna nelle sue esperienze in India e Haiti realizza che la forza della fragilità si può trovare ovunque, basta guardare il mondo con uno sguardo capovolto. Basandosi su questa intuizione Anna decide di creare una realtà capace di supportare la fragilità – umana e dell’ambiente – creando un progetto sostenibile da un punto di vista sociale, ambientale ed economico. 
Quid nasce nel 2013 a Verona per offrire opportunità di impiego stabile e crescita lavorativa a quanti si trovano in circostanze di fragilità lavorativa, con una particolare attenzione alle donne. 

Descrizione

Quid offre opportunità di impiego a persone vulnerabili, soprattutto donne, attraverso un’eccellenza italiana, la moda, combinando impatto sociale e ambientale. Progetto Quid è il marchio attraverso il quale Quid produce collezioni etiche e sostenibili, recuperando la materia prima da eccedenze di produzione o da tessuti di fine serie del mondo moda e tessile italiano. Oltre a sviluppare un proprio marchio di moda, Quid si propone come fornitore etico per aziende for profit come gruppo Calzedonia, NaturaSì e L'Oreal, producendo accessori o capsule collection in co-branding.

Risultati

Nel 2019 Quid ha raggiunto 130 soci lavoratori, di cui un 84% sono donne e un 58% persone con trascorsi di fragilità. Le nazionalità rappresentate sono 15.
A oggi 9 sono i negozi Quid - oltre a quelli già attivi di Verona, Vallese, Cadriano, Mestre, Bassano Del Grappa; aprono nel 2019 i punti vendita di Bussolengo, del centro commerciale Porte dell’Adige a Bussolengo, Milano e Genova. Grazie ai negozi monomarca, agli oltre 100 negozi multibrand e all’ e-commerce e a partnership con oltre 16 aziende locali e globali Quid chiude il 2019 con un fatturato di 3.3 k.
24 sono i fornitori di tessuto, dai distretti del tessile italiano ad aziende di moda, in collaborazione con i quali sono stati recuperati 250 km di tessuto solo nel 2019!

Condizioni per la replicabilità

La chiave del modello di Quid sta nel rendere un limite del sistema un punto di partenza. Si parte da eccedenze provenienti dall’ambito tessile per creare le proprie collezioni di moda, ma questo approccio è replicabile nei più diversi ambiti produttivi, dall’alimentare all’artigianato. Grazie alla partecipazione ad eventi locali ed internazionali, attraverso un network di alto livello che comprende le Nazioni Unite, la Commissione Europea, Confindustria ecc, Quid condivide il proprio modello di business sia col mondo sociale che con quello imprenditoriale, con l’obiettivo di valorizzare le realtà già esistenti, sostenere quelle emergenti e con l’obiettivo sul lungo termine di replicare il modello Quid in un’ottica di social franchising, creando unità spin – off che ripropongano la stessa struttura di impiego, produzione, reperimento della materia prima e commercializzazione in aree in cui la manifattura è un settore chiave, dai distretti delle moda Italiana a Portogallo e Grecia.

Barriere, criticità, limiti
  • Processo complesso da rendere circolare
Parole chiave
moda etica e sostenibile, emporwerment femminile, inclusione lavorativa, upcycling