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Buone Pratiche di Economia Circolare

In questa sezione è presente una panoramica delle Buone Pratiche di Economia Circolare, sviluppate dagli stakeholder del territorio nazionale (aziende, associazioni, istituzioni), impegnati in percorsi orientati alla chiusura dei cicli ed alla prevenzione e valorizzazione delle risorse ad ogni livello della catena del valore, nella realizzazione di nuovi modelli di business e progettazione nei sistemi industriali, urbani e territoriali. Ciò al fine di favorire la conoscenza e la diffusione delle eccellenze ed il modo italiano di fare economia circolare, “the Italian way for circular economy”, e promuovere una proficua replicabilità/adattamento dei casi di successo già numerosi nel nostro Paese.

Il database ICESP delle buone pratiche (BP) si alimenta e aggiorna grazie alla collaborazione di tutti i partecipanti ICESP che condividono la propria esperienza, compilando le schede di buone pratiche di economia circolare.

Per facilitare la sottomissione delle BP, in particolare capire quali siano le informazioni da fornire, verificare che una soluzione operativa, una prassi adottata, e/o una soluzione di business sia effettivamente una BP di economia circolare, è stata realizzata una linea guida di supporto:

 Scarica la linea guida delle Buone Pratiche

È possibile effettuare ricerca di BP tramite filtri, scaricare la scheda delle BP e richiedere informazioni alle organizzazioni proponenti o a ICESP (info@icesp.it).

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Infografica Food Hack

Fostering Healthier Eating Habits in University Cafeterias, The FOOD-HACK Project

FOOD-HACK è un progetto pilota realizzato presso l’Università di Pavia con l’obiettivo di promuovere, nel contesto della mensa universitaria, scelte alimentari più salutari e più sostenibili tra gli studenti. L’intervento è stato sviluppato per rendere le opzioni alimentari equilibrate e a prevalenza vegetale più visibili, accessibili e attraenti, facendo riferimento a modelli nutrizionali riconosciuti a livello internazionale, quali l’Harvard Healthy Eating Plate e la Planetary Health Diet della Commissione EAT-Lancet.

Area
Settore
reactor system

Una partnership per il riciclo tessuti misti a base Poliammide/Elastan

Radici InNova ha sviluppato un innovativo processo di riciclo basato su una tecnologia di dissoluzione selettiva per trattare i rifiuti tessili misti – provenienti, ad esempio, da costumi da bagno e collant - e recuperare le fibre di nylon e di LYCRA®, rendendole poi disponibili per la realizzazione di nuovi capi.

fronte

Dalle operazioni di potatura a siero cosmetico di alta gamma

Questo progetto non è solo un atto produttivo, ma la chiusura di un cerchio virtuoso che trasforma un onere ambientale in risorsa d’eccellenza. La pratica nasce dal recupero dei residui della potatura annuale: foglie che, tradizionalmente destinate all’abbruciamento con conseguente inquinamento atmosferico, vengono oggi nobilitate come materia prima preziosa. In un’ottica di economia circolare autentica, il processo si avvale della collaborazione con il laboratorio Erbe di Janas, utilizzando una tecnologia estrattiva della cavitazione sonica, solvent-free.

Settore
Analisi ambientale (LCA) ed economica (LCC) comparativa dei tessuti riutilizzabili e monouso

LCA e LCC comparativi dei tessuti riutilizzabili (TTR) e monouso (TNT) per sala operatoria

Il progetto consiste in uno studio comparativo che mette a confronto, in modo oggettivo, i tessuti usati in sala operatoria nelle due principali soluzioni: monouso (TNT) e riutilizzabile (Tessuti Tecnici Riutilizzabili – TTR). L’idea è semplice: capire, con numeri verificabili, quale opzione pesa di più su ambiente e costi considerando tutto il ciclo di vita, non solo il momento d’uso. Per questo lo studio applica due strumenti riconosciuti a livello internazionale: LCA (analisi ambientale “dalla materia prima al fine vita”) e LCC (analisi dei costi lungo tutto il percorso).

Area
REWaterSport - Trasformisti di rifiuti in risorse

TRASFORMISTI DI RIFIUTI IN RISORSE

La buona pratica di Rewatersport ETS è un circuito integrato di economia circolare per gli sport acquatici, che gestisce attrezzature a fine vita realizzate con materiali tecnici complessi come neoprene, vele, compositi e tessuti performanti. Il progetto trasforma le attrezzature dismesse in nuove risorse tramite raccolta, selezione, riuso, rigenerazione ed ecodesign, riducendo rifiuti e consumo di materie prime.

Settore
Logo Caronte24

Gea-Caronte24

GEA-Caronte24 è un ecosistema digitale che trasforma la gestione dei rifiuti e la rottamazione dei veicoli fuori uso in un processo fluido, trasparente e interamente tracciato. Sviluppato da Pomili Demolizioni Speciali, integra un gestionale cloud e un’APP mobile per unificare flussi operativi, prima frammentati tra email e telefonate, in un unico percorso digitale. Spin-off dell'innovazione è il portale Caronte24.com, che permette a privati, concessionari ed enti pubblici di richiedere online un servizio di rottamazione "porta a porta".

L'immagine presenta tutte le fasi della gestione delle raccolte in EPS dopo il loro utilizzo presso il mercato ittico di Milano

Selezione, raccolta e riciclo dell'EPS presso il Mercato ittico di Milano

Si è proceduto all’analisi dei flussi di gestione del fine vita delle cassette in EPS, che presentava 60 cassonetti per indifferenziati in cui venivano conferite anche le cassette e raccolta dei rifiuti che avveniva una volta al giorno.
ECO3R - Ecosistema Territoriale per la Riduzione, il Riutilizzo e il Riciclo

Eco 3R - Ecosistema Territoriale per la Riduzione, il Riuso e il Riciclo

Il progetto ha come finalità lo sviluppo di un ecosistema inclusivo ed innovativo sulla tematica della Circular Economy con il coinvolgimento di attori pubblici/privati dell’area del “Chierese-Carmagnolese”, 19 comuni della Città Metropolitana di Torino. Sono stati sviluppati: - un Laboratorio del Riutilizzo (Repair café), spazio per i cittadini che ospita attività di riparazione, formazione e inclusione sociale, che coinvolge volontari riparatori e soggetti fragili; - una web-app Bacheca del Riutilizzo, una piattaforma digitale che permette ai cittadini di donare e scambiarsi gratuitamente og
l'immagine è un insieme di tre fotografie che illustrano il mare, un peschereccio, pesce fresco in cassette in polistirolo

EPS PORTO A PORTO

E' stato creato un protocollo di raccolta dell’EPS replicabile, che contempla oggi il conferimento separato delle cassette usate in appostiti luoghi di raccolta all’interno dell'area portuale, per essere facilmente raccolte e trasportate nei centri specializzati di riciclo dell’EPS. E' stata attivata la raccolta differenziata delle cassette pesce in EPS direttamente in diverse aree portuali, che permette agli utilizzatori delle cassette un facile conferimento del rifiuto direttamente in porto. Sono stati formati gli operatori della pesca, al fine di creare una cultura per il corretto conferime
Settore
logo life muscles

Progetto LIFE MUSCLES - Life MUssel Sustainable production (re)cyCLES

L'obiettivo principale del progetto LIFE MUSCLES è stato quello di contribuire alla riduzione dell'impatto legato all'uso di calze in polipropilene (PP) per l'allevamento delle cozze, promuovendo e creando una catena di valore che ne minimizzi la dispersione nell'ambiente marino attraverso due soluzioni sperimentali: il riciclo meccanico delle retine in Polipropilene attraverso l'utilizzo di un impianto mobile di riciclo e la sostituzione delle reti in Polipropilene e con reti in biopolimero più degradabili e compostabili.
sottoprodotti

Elenco regionale dei Sottoprodotti della Regione Emilia-Romagna

A seguito dell'approvazione della L.R. 16/2015, la Regione Emilia-Romagna ha attivato il "Coordinamento permanente sottoprodotti" (formato da rappresentanti della Regione Emilia-Romagna, di ARPAE Emilia-Romagna, del Tavolo Regionale dell’Imprenditoria, di Confindustria Emilia-Romagna e di Coldiretti Emilia Romagna) e ha istituito l’"Elenco regionale dei sottoprodotti”, al quale possono volontariamente iscriversi tutte le imprese regionali che rispettino i requisiti di legge in materia e i cui processi produttivi siano stati individuati dalle determine regionali.

Logo Centri del Riuso dell'Emilia-Romagna

Centri del Riuso della Regione Emilia-Romagna

A seguito dell'approvazione della L.R. 16 del 5 ottobre 2015, al termine di un percorso di confronto con gli operatori e le amministrazioni interessate, la Regione ha disciplinato il funzionamento dei centri del riuso attraverso specifiche Linee Guida per i centri del riuso comunali e non comunali. La Regione ha inoltre istituito gli Elenchi regionali dei centri del riuso comunali e non comunali, a cui sono tenuti ad iscriversi le strutture che risultano conformi alle linee guida regionali e che si impegnano a comunicare annualmente le tipologie ed i quantitativi dei beni gestiti nel centro.
Olio estratto

Estrazione di vitamina D da scarti ittici

Il processo di valorizzazione include il recupero dello scarto ittico proveniente da attività di pesca (pesce sottotaglia o non idoneo ad essere commercializzato), la sua omogeneizzazione e liofilizzazione preliminarmente alla estrazione. Durante il trasporto dello scarto e tra le diverse fasi di pretrattamento va assicurata la catena del freddo per evitare il deteriorarsi della biomassa.
logo del progetto Nopal, raffigurante una pianta di ficod'india stilizzata

“Prodotti bio-based: la mucillagine di fico d’india per l’edilizia e la conservazione e il restauro del patrimonio culturale”

La mucillagine di fico d’India viene impiegata come additivo in malte, intonaci e cemento e ne aumenta la plasticità, durabilità e resistenza meccanica come dimostrato in laboratorio e in casi reali. Inoltre, rispetto agli additivi di sintesi, ha dimostrato una maggiore affinità e compatibilità con il substrato e risulta efficace nell’inibire e/o ritardare l’attacco biologico su costruzioni edili e manufatti artistici.
copertina

ADDITIVES SUSTAINABILITY FOOTPRINT

ASF è una metodologia sviluppata per la valutazione della sostenibilità dell'uso di additivi lungo l'intero ciclo di vita degli articoli in PVC. È una metodologia replicabile, basata sul rischio, che integra diversi tipi di conoscenze quantitative e qualitative, incluse le dimensioni ambientali e di gestione dei processi durante il ciclo di vita.
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