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Focus

Biotecnologie Circolari

L’economia circolare rappresenta un pilastro fondamentale per la transizione verso modelli di sviluppo sostenibili, in grado di coniugare crescita economica, tutela ambientale e innovazione. In questo contesto, la bioeconomia circolare e le biotecnologie per la produzione di biosoluzioni emergono come settori strategici per la riduzione dell’impatto ambientale, la valorizzazione di risorse rinnovabili e il miglioramento della competitività industriale. In particolare, le biotecnologie per applicazioni in ambito ambientale possono essere accoppiate alle Nature-based Solutions (NbS), sia per aumentarne l’efficacia creando sistemi misti “basati sugli organismi viventi”, sia per contribuire alla chiusura dei cicli.

L’urgenza di promuovere soluzioni biotecnologiche e circolari è rafforzata dalle recenti direttive europee in materia di Green Deal, Strategia per la Bioeconomia e Regolamento sulle Sostanze Chimiche (REACH), che pongono obiettivi ambiziosi per la riduzione dell’impronta ecologica dell’industria. La sinergia tra biotecnologie e bioeconomia circolare può offrire risposte efficaci a queste sfide, contribuendo alla decarbonizzazione, alla riduzione dei rifiuti e all’ottimizzazione delle risorse.

Nel promuovere un'economia circolare più verde e affrontare sfide globali come la sicurezza alimentare, la sostenibilità e la resistenza alle malattie, le biotecnologie industriali emergenti, come l'innovazione in NGT, nuovi alimenti, microrganismi e prodotti biologici utilizzati per proteggere e promuovere la salute e la crescita delle piante, hanno un immenso potenziale.

Tuttavia, la realizzazione di questo potenziale è spesso ostacolata da una serie di sfide legate alla normativa, che dovrebbe regolare sia una vasta complessità di prodotti e processi derivati dalle biotecnologie industriali, sia la natura complessa di queste tecnologie, che rende difficile trovare il giusto equilibrio tra la promozione dell'innovazione e la garanzia di sicurezza, considerazioni etiche e accettazione pubblica.

Tra le criticità più rilevanti ci sono le biotecnologie applicate per recupero di sottoprodotti agroindustriali attraverso fermentazione di precisione per la valorizzazione di biomolecole ad alto valore aggiunto; e per la produzione di bioplastiche a partire da matrici biologiche.

Tali criticità risiedono nel fatto che mancano incentivi normativi ed economici adeguati a causa della concorrenza con interessi di altre catene di valore oppure mancano incentivi economici per sostituire i prodotti chimici di origine fossile con equivalenti di origine biologica e occorre aggiornare la normativa per l'uso e il riciclo della bioplastica per il raggiungimento di obiettivi per il raggiungimento di un'economia circolare e di un'innovazione sostenibile.
In questo quadro complesso, la ricerca riveste un ruolo importane. Infatti, i bandi di R&I a livello UE sono maturi e altamente orientati alla ricerca collaborativa. I programmi coprono un ampio arco di TRL, dal Consiglio europeo della ricerca (TRL iniziale) fino al Consiglio europeo dell'innovazione (TRL elevato nelle PMI), con Joint Undertakings (partenariati pubblico-privato) in settori, tra cui l'assistenza sanitaria (Innovative Health Initiative) e la bioeconomia (Circular Bio-based Europe).

Obiettivi e risultati attesi  

ICESP, in qualità di piattaforma italiana per l’economia circolare promossa da ENEA, intende rafforzare il proprio ruolo nel promuovere la diffusione delle biotecnologie sostenibili e delle soluzioni innovative basate su biomasse e processi biotecnologici. Questo focus strategico per il 2025 si inserisce in una visione integrata tra ricerca, industria e policy maker, per favorire la transizione verso modelli di produzione e consumo più resilienti e sostenibili.
L’obiettivo principale di questo focus strategico è promuovere lo sviluppo e l’adozione di soluzioni biotecnologiche innovative in un’ottica di economia circolare. Questo verrà perseguito attraverso:

  • Definizione di best practices per l’integrazione di biosoluzioni nei processi produttivi, con particolare attenzione ai settori chimico, agricolo e della gestione delle risorse idriche.
  • Mappatura e analisi delle barriere che ostacolano la diffusione delle biotecnologie circolari, proponendo raccomandazioni per il superamento di vincoli normativi, tecnologici ed economici.
  • Promozione della collaborazione tra industria e ricerca, per favorire il trasferimento tecnologico e lo sviluppo di nuove applicazioni biotecnologiche.
  • Definizione di metriche e strumenti di valutazione, per misurare l’impatto delle biotecnologie circolari in termini di riduzione delle emissioni di CO₂, efficienza nell’uso delle risorse e benefici economici.

I risultati attesi includono:

  1. Report tecnico con l’identificazione delle principali barriere e opportunità per la diffusione delle biosoluzioni.
  2. Linee guida per l’adozione delle biotecnologie circolari nelle industrie chiave.
  3. potenziamento della rete di stakeholder ICESP per promuovere il dialogo e la condivisione di conoscenze tra imprese, istituti di ricerca e policy maker.

Tali risultati saranno valorizzati e concretizzarti nelle successive annualità nello sviluppo di progetti pilota per testare e validare soluzioni innovative.

Attività pianificate e strumenti necessari

Il piano delle attività seguirà una roadmap strutturata su base annuale, con una pianificazione bimestrale per il monitoraggio dei progressi. Le principali attività previste includono:

  • Fase 1 (M1-4)
    • Avvio del gruppo di lavoro e definizione della strategia operativa. Riunioni di allineamento bimestrali. (D1: minute delle riunioni; M4)
    • Raccolta di dati e identificazione delle principali criticità nel settore.
    • Organizzazione di workshop con esperti e stakeholder per individuare best practices e barriere.
  • Fase 2 (M5-9)
    • Elaborazione del report tecnico e delle linee guida per l’adozione delle biosoluzioni. (D2: report; M8)
    • Creazione di un database delle migliori pratiche in ambito biotecnologico per l’economia circolare, e successiva integrazione nella banca dati ICESP. (D3: catalogo buone pratiche; M9)
  • Fase 3 (M10-12)
    • Organizzazione di un evento per la presentazione dei risultati e il rafforzamento della rete di stakeholders nell’ambito di: Cibus Tec Forum: Mostra-Convegno sulle Tendenze delle Tecnologie Alimentari, organizzata a Parma, dal 27 al 30 ottobre 2026. (D4: minute workshop; M12)
    • Disseminazione attraverso canali istituzionali e media di settore.
    • Pianificazione di azioni future per il consolidamento e l’ulteriore sviluppo delle attività.

Strumenti necessari

  • Piattaforma di collaborazione digitale per il gruppo di lavoro.
  • Database per la raccolta e analisi di dati sulle biosoluzioni.
  • Strumenti di comunicazione per la disseminazione dei risultati. 

Coordinamento

ENEA -  Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile
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