- Home
- Buone Pratiche
- Banca Dati Italiana LCA (Life Cycle Assessment)
Banca Dati Italiana LCA (Life Cycle Assessment)
| ID Buona Pratica |
944
|
|---|---|
| Organizzazione |
ENEA |
| Localizzazione della buona pratica |
Roma |
| Lingua originale della buona pratica |
Italiano
|
| Area | |
| Settore | |
| Partners | |
| Altro Settore |
Attualmente copre le filiere di edilizia, energia, legno-arredo, agroalimentare, tecnologie ed eventi, con l’obiettivo di estendersi progressivamente anche ai settori tessile, gestione dei rifiuti e chimica
|
| Target Groups |
Imprese - Pubblica Amministrazione - Università - Enti di ricerca - Società di consulenza - Professionisti - Associazioni di categoria
|
| Tipo di finanziamento |
Pubblico
|
| Livello di Applicazione |
Nazionale
|
| Ambito tematico |
Approccio Integrato per Filiera o Settore
|
| Durata |
|
| TRL |
non inserito
|
Motivazione
Il progetto nasce dall’esigenza di realizzare una Banca Dati Nazionale per gli studi di Life Cycle Assessment (BDI-LCA), mettendo a disposizione dataset ambientali affidabili, rappresentativi del contesto italiano, aggiornati e verificati da parte terza. La BDI-LCA migliora la qualità, trasparenza e comparabilità delle valutazioni ambientali di prodotti, processi e servizi lungo il loro ciclo di vita e favorisce la diffusione della metodologia LCA tra Pubbliche Amministrazioni, imprese, università e centri di ricerca. La banca dati supporta decisioni orientate alla sostenibilità, all’ecoprogettazione, alla prevenzione degli impatti e all’economia circolare, fornendo dati a supporto di strumenti e politiche ambientali nazionali ed europee, quali Criteri Ambientali Minimi (CAM), Passaporto Digitale di Prodotto ed etichette ambientali.
Descrizione
La BDI-LCA sviluppata da ENEA costituisce un’infrastruttura nazionale strategica a supporto della transizione ecologica e dell'economia circolare. La disponibilità di dati ambientali affidabili, interoperabili e rappresentativi delle filiere italiane è fondamentale per attuare le politiche nazionali ed europee di sostenibilità, dall’ESPR alla EPBD IV e ai CAM. La BDI-LCA supporta ecodesign, circolarità, innovazione tecnologica e decarbonizzazione, consentendo di individuare gli impatti lungo le catene del valore ed evitando il loro spostamento da una fase del ciclo di vita ad un'altra. I dataset, sviluppati secondo standard LCA europei e interoperabili a livello internazionale (ad es. la Piattaforma Global LCA Data Access Network - GLAD), costituiscono inoltre una base per strumenti di certificazione ambientale, quali le EPD. La BDI-LCA garantisce un presidio pubblico sulla qualità, trasparenza, coerenza e rappresentatività del dato ambientale nazionale. Questo ruolo è particolarmente rilevante per sostenere le PMI e rafforzare la partecipazione italiana ai tavoli tecnici europei.
Risultati
La BDI-LCA è un’infrastruttura pubblica e gratuita per studi LCA affidabili su prodotti, servizi e tecnologie e per valutare emissioni evitate, recupero di materiali e riduzione dei rifiuti. Dispone attualmente di 183 dataset relativi a 23 filiere produttive, con l’obiettivo di raggiungere 450 dataset e 30 filiere entro l’inizio del 2027, grazie anche al contributo del progetto ILCIDAF per l’agroalimentare. I dati riguardano energia, legno-arredo, costruzioni e agroalimentare ed in futuro prodotti chimici e tessili. Per ogni filiera sono disponibili report dettagliati dello studio LCA (https://www.arcadia.enea.it/report-lca) e sono stati effettuati numerosi workshop formativi per imprese e associazioni. Nell’Accordo MASE-ENEA, in corso fino al 2029, è previsto lo sviluppo di un modello di gestione tecnico-economico per la sostenibilità della banca dati nel lungo periodo, definito con il coinvolgimento di circa 70 stakeholder a livello nazionale.
Condizioni per la replicabilità
La replicabilità del modello è legata all’adozione di metodologie e criteri di qualità standardizzati, allineati alla metodologia e formati europei, procedure condivise per raccolta e verifica dei dati, adeguate competenze tecniche e infrastrutture digitali interoperabili. Il modello può essere trasferito ad altri settori e contesti territoriali attraverso il coinvolgimento di istituzioni, associazioni, imprese e ricerca, favorendo la creazione di patrimoni informativi condivisi e ampliando i benefici in termini di eco-innovazione, ecoprogettazione ed economia circolare. Un esempio concreto della sua scalabilità è rappresentato dall’ampliamento progressivo della banca dati, che dai 183 dataset attualmente disponibili raggiungerà circa 450 dataset entro l'inizio del 2027.
Barriere, criticità, limiti
- Altro
Altre criticità
Le principali criticità riguardano la necessità di garantire un aggiornamento continuo dei dataset, ampliare la copertura dei settori e assicurare la disponibilità di dati primari rappresentativi del contesto italiano. L'utilizzo della banca dati richiede inoltre competenze specifiche in materia di LCA, che possono rappresentare una barriera per alcuni utenti, in particolare le PMI. Ulteriore elemento di attenzione è la necessità di assicurare nel lungo periodo adeguate risorse e un modello di governance stabile per la manutenzione, l'aggiornamento e l'ampliamento della banca dati.
Parole chiave
life cycle assessment,
ecodesign,
Impronta ambientale,
Criteri Minimi Ambientali,
Certificazioni ambientali