In questa sezione è presente una panoramica delle Buone Pratiche di Economia Circolare, sviluppate dagli stakeholder del territorio nazionale (aziende, associazioni, istituzioni), impegnati in percorsi orientati alla chiusura dei cicli ed alla prevenzione e valorizzazione delle risorse ad ogni livello della catena del valore, nella realizzazione di nuovi modelli di business e progettazione nei sistemi industriali, urbani e territoriali. Ciò al fine di favorire la conoscenza e la diffusione delle eccellenze ed il modo italiano di fare economia circolare, “the Italian way for circular economy”, e promuovere una proficua replicabilità/adattamento dei casi di successo già numerosi nel nostro Paese.
Per facilitare la sottomissione delle BP, in particolare capire quali siano le informazioni da fornire, verificare che una soluzione operativa, una prassi adottata, e/o una soluzione di business sia effettivamente una BP di economia circolare, è stata realizzata una linea guida di supporto:
È possibile effettuare ricerca di BP tramite filtri, scaricare la scheda delle BP e richiedere informazioni alle organizzazioni proponenti o a ICESP (info@icesp.it).
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Il gilet 100% nylon è realizzato con il filato Raditek® Fine – un filo di poliammide ad alta tenacità ingegnerizzato per usi di alta tecnologia quali vela e paracadute – che rende il tessuto fortemente resistente a lacerazione e abrasione, ma allo stesso tempo mantiene la sua leggerezza e resiste ai raggi UV. L’imbottitura in fiberballs è in Radilon® staple fibre e la lampo è realizzata in poliammide mentre i cordini, anch’essi in nylon, contengono una percentuale minima di elastomero tale da permettere la riciclabilità. Questo gilet, racchiude in sé la sua seconda vita. Sicuramente manterrà le sue caratteristiche per lungo tempo, data la qualità dei materiali utilizzati per realizzarlo. È bello e sostenibile sapere che quando allenatori e atleti del nostro Sci Club non lo indosseranno più, potranno destinarlo al riciclo nel mondo plastico, per un nuovo compound con caratteristiche tecniche e prestazioni ancora di elevato livello.
Il progetto WREP implementa procedure innovative per rendere effettivo il recupero del PVC presente nei rifiuti da costruzione e demolizione e nei rifiuti urbani ingombranti. Attualmente in Italia meno della metà del PVC potenzialmente disponibile per il riciclo viene riciclato; questo dipende soprattutto dal fatto che i punti di raccolta sono sparsi nel territorio e la maggior parte dei riciclatori sono micro e piccole imprese. Il progetto implementa una metodologia di tracciabilità consolidata e accreditata, applicata con successo alle filiere del recupero dei rifiuti urbani nei territori che partecipano allo schema pilota.
Nel progetto pilota WREP, sono e saranno implementati tutti i criteri del "pacchetto di soluzioni", costituito da strumenti normativi, tecnici ed economici, al fine di disporre di tutte le informazioni necessarie per proporre una procedura nazionale ed europea per la raccolta e il riciclaggio del PVC da demolizione, corredata dalla relativa stima dei costi.
I teli per pacciamatura biodegradabili al termine del ciclo colturale non devono essere raccolti e smaltiti, ma vengono incorporati nel terreno dove biodegradano, trasformandosi in anidride carbonica, acqua e biomassa. Vengono utilizzati soprattutto per coltivazione di ortaggi in pieno campo o in serra e, oltre a garantire le stesse performance in campo dei teli plastici convenzionali, possono essere utilizzati su colture non tradizionalmente pacciamate
Le stoviglie compostabili consentono una migliore gestione della frazione organica in mense, catering e durante i grandi eventi. Con l’utilizzo di stoviglie compostabili in situazioni in cui le altre soluzioni sono difficilmente sostenibili/praticabili, il rifiuto organico finale risulta omogeneo: cibo e residui di plastica compostabile, possono essere raccolti insieme per essere poi trasformati in compost e biogas in un’ottica circolare.
Il sistema di gestione dei rifiuti a Milano ha uno dei suoi punti di forza nella raccolta differenziata del rifiuto organico. A favorire queste buone pratiche ha contribuito in modo particolare l’introduzione della raccolta porta a porta e l'impiego di sacchi compostabili, promossa anche attraverso l'attivazione di campagne informative rivolte ai i cittadini per incentivare il riutilizzo degli shopper compostabili distribuiti alle casse delle grandi catene di supermercati per la raccolta della frazione organica dei rifiuti domestici.
REPAiR mira a fornire alle autorità locali e regionali un ambiente innovativo, interdisciplinare, di supporto alle decisioni, georeferenziato, implementato e testato in sei laboratori europei. Il GDSE - Geo design support environment – è un sistema di supporto alle decisioni basato su tecnologia GIS che consente di visualizzare ed interrogare il metabolismo urbano legato alla produzione, trasporto, smaltimento e riciclo dei rifiuti. Il sistema consente di creare e combinare strategie integrate di sviluppo territoriale eco-innovative, volte a ridurre quantitativamente i flussi di rifiuti nelle aree peri-urbane. Queste strategie promuoveranno l'uso dei rifiuti come risorsa, per raggiungere gli obiettivi di economia circolare in uno specifico territorio, con un focus sulla rigenerazione dei rifiuti.
Il progetto nasce a seguito della riflessione di un gruppo di cittadini ferraresi sul modello del "co-housing", stile di vita (non solo abitativo) orientato a principi di solidarietà, condivisione, rispetto dell'ambiente, decrescita dei consumi, formazione di comunità intergenerazionali basate sulla convivenza attiva e l'aiuto reciproco. Dopo la costituzione di una Associazione di Promozione Sociale, i cittadini coinvolti hanno individuato un'area nella quale è stato realizzato un co-housing, attraverso la costituzione di una cooperativa di abitazione. L'immobile è stato realizzato nel 2015 secondo criteri di bioedilizia (rifiuti in gran parte riciclabili), efficienza energetica, recupero dell'acqua piovana. Nello stesso anno, il progetto ha vinto il "Green Building Solutions Awards".
Mater–Biopolymer è una società controllata al 100% dal gruppo Novamont, dedicato alla produzione di ORIGO–BI®, biopoliesteri ad alto grado di rinnovabilità, componenti delle bioplastiche compostabili MATER-BI®. L’impianto è nato dal recupero di infrastrutture e competenze esistenti di un ex stabilimento di produzione di PET. Mater–Biopolymer, è un impianto altamente efficiente, dotato di un complesso sistema di utilities a servizio degli impianti principali, che permette di minimizzare i costi e gli sprechi attraverso la valorizzazione degli scarti, ottenendo nuovi prodotti dal loro recupero.
Le matrici in ingresso vengono sottoposte ad accurati controlli di tipo fisico, chimico, microbiologico e merceologico e lavorate per produrre compost di qualità certificata (Ammendante Compostato Misto), che l’azienda valorizza e trasforma, previa miscelazione con altri costituenti, integratori e matrici naturali derivanti da altri cicli produttivi, in una vasta gamma di fertilizzanti organici per l’agricoltura, il giardinaggio e l’ortoflorovivaismo. Inoltre, Progeva è la prima azienda pugliese ad aver ottenuto l’Autorizzazione Unica ai sensi del D.Lgs 387/2003, nell’ambito del procedimento di P.A.U.R. (Provvedimento Autorizzativo Unico Regionale). Autorizzazione che consente di produrre biometano sostenibile mediante la valorizzazione della frazione organica proveniente dalla raccolta differenziata praticata attraverso processo industriale di digestione anaerobica.
Lo studio ha visto l’analisi delle best practices a livello mondiale di imballaggi del settore vitivinicolo in carta e cartone (etichette, carta, scatole) con l’obiettivo di veicolare il valore del territorio e dei suoi prodotti attraverso la buona pratica dell’utilizzo della carta riciclata per l’imballo secondario di un bene di alto valore come il vino prodotto nei territori UNESCO. Tutela dell’ambiente e materiali riciclati per veicolare la qualità della produzione. Abbiamo pertanto prodotto bozze di visual che veicolano questi contenuti e presentato il progetto a tutte le Associazioni di viticoltori con una pubblicazione e un convegno finale.
Prespaglia ha realizzato il primo blocco modulare di paglia pressata, pronto per essere assemblato (3 tipi di mattoni realizzati). I blocchi creati da Prespaglia nascono come alternativa ai mattoni tradizionali e consentono di creare rapidamente pareti interamente realizzate con prodotti naturali (paglia, calce ecc.). Essi sono costituiti quasi totalmente da un materiale rinnovabile e riciclabile (scarti di frumento reperibili a km 0) che in caso di dismissione è addirittura biodegradabile.
Il Sistema Urbano di Drenaggio Sostenibile (SUDS) è composto da una superficie permeabile il cui strato superficiale è realizzato con piastrelle ceramiche in stock e a basso valore commerciale. Rispetto ai sistemi tradizionali, questo tipo di SUDS può contribuire alla riduzione del deflusso superficiale dell’acqua piovana fino quasi del 90%, rendendola disponibile per l’irrigazione, abbassando la diffusione degli inquinanti e migliorando la qualità dell’acqua stessa.
Scopo principale dell’opera è quello di migliorare le capacità di adattamento dei centri urbani ai cambiamenti climatici. A confronto con i sistemi tradizionali, può contribuire non solo alla riduzione del deflusso superficiale dell’acqua piovana ma anche alla diffusione degli inquinanti, migliorando la qualità dell’acqua stessa; è' possibile ridurre le emissioni di CO2; diminuzione degli idrocarburi di oltre il 70%, del fosforo di oltre il 50%, dell’azoto di oltre il 65% e dei metalli pesanti di oltre il 60%.
Il progetto “CartaCrusca” consiste nel recupero dei residui di crusca della macinazione del grano Barilla, inutilizzabili per l'alimentazione, e nella loro successiva lavorazione, insieme alla cellulosa, per la produzione di carta. Grazie ad un processo di riuso creativo, Favini trasforma il sottoprodotto in materia prima seconda per la produzione di carta in esclusiva per Barilla. Ad oggi Barilla utilizza CartaCrusca principalmente per creare i suoi packaging rinnovabili e biodegradabili, prodotti di alta gamma, documenti interni e oggetti promozionali.
Caratterizzazione dei consumi associati a ciascun singolo dispositivo per integrare soluzioni decentralizzate in edifici, come la raccolta dell'acqua piovana, i sistemi di riutilizzo delle acque grigie e le tecnologie verdi. In particolare, è stata sviluppata una metodologia basata su un modello idraulico / idrologico sviluppato mediante il software del modello SWMM che consente di stimare le dimensioni ottimali dei serbatoi per l'acqua piovana e lo stoccaggio di acque grigie trattate da utilizzare per usi non potabili (sciacquone e giardinaggio).
Organizzazione o Società: Avanzi PopoloTipologia di OrganizzazioneONLUSPaese: ItaliaArea: ConsumoSettore: Cibo e bevandeLivello di applicazione: Città, Quartieri
Avanzi Popolo 2.0 (progetto di APS Farina 080 Onlus), mira a diffondere l’attivazione della cittadinanza contro lo spreco di cibo attraverso: una piattaforma web (www.avanzipopolo.it) dove è possibile praticare il foodsharing; azioni di recupero di cibo a rischio spreco presso aziende di produzione, trasformazione, distribuzione alimentare, locali o eventi a favore di soggetti che siano in grado di redistribuirlo a scopo sociale sul territorio (Caritas, Parrocchie, Associazioni etc.); eventi e attività di educazione, formazione e sensibilizzazione intorno al tema dello spreco alimentare.
Il Premio Buone Pratiche ICESP nasce con l’obiettivo di valorizzare, diffondere e rendere maggiormente visibili le Buone Pratiche più significative di economia circolare realizzate da organizzazioni pubbliche e private sul territorio nazionale, quali strumento di supporto alla transizione circolare del Paese.