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Buone Pratiche di Economia Circolare

In questa sezione è presente una panoramica delle Buone Pratiche di Economia Circolare, sviluppate dagli stakeholder del territorio nazionale (aziende, associazioni, istituzioni), impegnati in percorsi orientati alla chiusura dei cicli ed alla prevenzione e valorizzazione delle risorse ad ogni livello della catena del valore, nella realizzazione di nuovi modelli di business e progettazione nei sistemi industriali, urbani e territoriali. Ciò al fine di favorire la conoscenza e la diffusione delle eccellenze ed il modo italiano di fare economia circolare, “the Italian way for circular economy”, e promuovere una proficua replicabilità/adattamento dei casi di successo già numerosi nel nostro Paese.

Il database ICESP delle buone pratiche (BP) si alimenta e aggiorna grazie alla collaborazione di tutti i partecipanti ICESP che condividono la propria esperienza, compilando le schede di buone pratiche di economia circolare.

Per facilitare la sottomissione delle BP, in particolare capire quali siano le informazioni da fornire, verificare che una soluzione operativa, una prassi adottata, e/o una soluzione di business sia effettivamente una BP di economia circolare, è stata realizzata una linea guida di supporto:

 Scarica la linea guida delle Buone Pratiche

È possibile effettuare ricerca di BP tramite filtri, scaricare la scheda delle BP e richiedere informazioni alle organizzazioni proponenti o a ICESP (info@icesp.it).

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L'immagine presenta tutte le fasi della gestione delle raccolte in EPS dopo il loro utilizzo presso il mercato ittico di Milano

Selezione, raccolta e riciclo dell'EPS presso il Mercato ittico di Milano

Si è proceduto all’analisi dei flussi di gestione del fine vita delle cassette in EPS, che presentava 60 cassonetti per indifferenziati in cui venivano conferite anche le cassette e raccolta dei rifiuti che avveniva una volta al giorno.
ECO3R - Ecosistema Territoriale per la Riduzione, il Riutilizzo e il Riciclo

Eco 3R - Ecosistema Territoriale per la Riduzione, il Riuso e il Riciclo

Il progetto ha come finalità lo sviluppo di un ecosistema inclusivo ed innovativo sulla tematica della Circular Economy con il coinvolgimento di attori pubblici/privati dell’area del “Chierese-Carmagnolese”, 19 comuni della Città Metropolitana di Torino. Sono stati sviluppati: - un Laboratorio del Riutilizzo (Repair café), spazio per i cittadini che ospita attività di riparazione, formazione e inclusione sociale, che coinvolge volontari riparatori e soggetti fragili; - una web-app Bacheca del Riutilizzo, una piattaforma digitale che permette ai cittadini di donare e scambiarsi gratuitamente og
l'immagine è un insieme di tre fotografie che illustrano il mare, un peschereccio, pesce fresco in cassette in polistirolo

EPS PORTO A PORTO

E' stato creato un protocollo di raccolta dell’EPS replicabile, che contempla oggi il conferimento separato delle cassette usate in appostiti luoghi di raccolta all’interno dell'area portuale, per essere facilmente raccolte e trasportate nei centri specializzati di riciclo dell’EPS. E' stata attivata la raccolta differenziata delle cassette pesce in EPS direttamente in diverse aree portuali, che permette agli utilizzatori delle cassette un facile conferimento del rifiuto direttamente in porto. Sono stati formati gli operatori della pesca, al fine di creare una cultura per il corretto conferime
Settore
logo life muscles

Progetto LIFE MUSCLES - Life MUssel Sustainable production (re)cyCLES

L'obiettivo principale del progetto LIFE MUSCLES è stato quello di contribuire alla riduzione dell'impatto legato all'uso di calze in polipropilene (PP) per l'allevamento delle cozze, promuovendo e creando una catena di valore che ne minimizzi la dispersione nell'ambiente marino attraverso due soluzioni sperimentali: il riciclo meccanico delle retine in Polipropilene attraverso l'utilizzo di un impianto mobile di riciclo e la sostituzione delle reti in Polipropilene e con reti in biopolimero più degradabili e compostabili.
sottoprodotti

Elenco regionale dei Sottoprodotti della Regione Emilia-Romagna

A seguito dell'approvazione della L.R. 16/2015, la Regione Emilia-Romagna ha attivato il "Coordinamento permanente sottoprodotti" (formato da rappresentanti della Regione Emilia-Romagna, di ARPAE Emilia-Romagna, del Tavolo Regionale dell’Imprenditoria, di Confindustria Emilia-Romagna e di Coldiretti Emilia Romagna) e ha istituito l’"Elenco regionale dei sottoprodotti”, al quale possono volontariamente iscriversi tutte le imprese regionali che rispettino i requisiti di legge in materia e i cui processi produttivi siano stati individuati dalle determine regionali.
Logo Centri del Riuso dell'Emilia-Romagna

Centri del Riuso della Regione Emilia-Romagna

A seguito dell'approvazione della L.R. 16 del 5 ottobre 2015, al termine di un percorso di confronto con gli operatori e le amministrazioni interessate, la Regione ha disciplinato il funzionamento dei centri del riuso attraverso specifiche Linee Guida per i centri del riuso comunali e non comunali. La Regione ha inoltre istituito gli Elenchi regionali dei centri del riuso comunali e non comunali, a cui sono tenuti ad iscriversi le strutture che risultano conformi alle linee guida regionali e che si impegnano a comunicare annualmente le tipologie ed i quantitativi dei beni gestiti nel centro.
Olio estratto

Estrazione di vitamina D da scarti ittici

Il processo di valorizzazione include il recupero dello scarto ittico proveniente da attività di pesca (pesce sottotaglia o non idoneo ad essere commercializzato), la sua omogeneizzazione e liofilizzazione preliminarmente alla estrazione. Durante il trasporto dello scarto e tra le diverse fasi di pretrattamento va assicurata la catena del freddo per evitare il deteriorarsi della biomassa.
logo del progetto Nopal, raffigurante una pianta di ficod'india stilizzata

“Prodotti bio-based: la mucillagine di fico d’india per l’edilizia e la conservazione e il restauro del patrimonio culturale”

La mucillagine di fico d’India viene impiegata come additivo in malte, intonaci e cemento e ne aumenta la plasticità, durabilità e resistenza meccanica come dimostrato in laboratorio e in casi reali. Inoltre, rispetto agli additivi di sintesi, ha dimostrato una maggiore affinità e compatibilità con il substrato e risulta efficace nell’inibire e/o ritardare l’attacco biologico su costruzioni edili e manufatti artistici.
copertina

ADDITIVES SUSTAINABILITY FOOTPRINT

ASF è una metodologia sviluppata per la valutazione della sostenibilità dell'uso di additivi lungo l'intero ciclo di vita degli articoli in PVC. È una metodologia replicabile, basata sul rischio, che integra diversi tipi di conoscenze quantitative e qualitative, incluse le dimensioni ambientali e di gestione dei processi durante il ciclo di vita.
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Settore
Taranto Circolare

Taranto Circolare

Taranto circolare nasce dall’intuizione che un portale per l’economia circolare non sia ancora stato implementato in Italia e che la sua creazione possa stimolare percorsi circolari e innovativi con diversi attori sul territorio ma con risonanza internazionale. • Misurare i flussi materici ed energetici della città e i modelli di business degli attori economici di Taranto. • Promuovere grazie a una piattaforma la collaborazione tra organizzazioni e attività a livello locale e internazionale. • Sviluppare nuove progettualità per aumentare il livello di circolarità del territorio. La piatt
Settore
La gastronoma di Naturasì consegna il contenitore NoPlà riempito ad una cliente.

NOPLA', FACCIAMO ESERCIZIO CONTRO LA PLASTICA MONOUSO

Il progetto è nato per rispondere alla call di Fondazione Cariplo Plastic Challenge 2019, mirata a ridurre il monouso senza ricorrere a materiali usa&getta sostitutivi. Oltre ad azioni di sensibilizzazione ambientale sulla qualità dell'acqua del Sindaco, No-pla ha visto come azione più sfidante la proposta di sperimentare contenitori riutilizzabili in plastica al banco del fresco di 13 negozi milanesi di Naturasì. Dopo un lungo iter per ottenere l'approvazione delle linee guida da parte di ATS Milano, il 1 aprile 2023 è partita la sperimentazione.
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Vista sito produttivo Centrale del Latte del Molise

Valorizzazione del siero

Il siero, principale sottoprodotto della lavorazione casearia, al posto di essere smaltito, con costi economici e ambientali, viene concentrato in un apposito impianto, liberando acqua da destinare ai lavaggi industriali e generando materia prima per l'industria dei fertilizzanti e per l'industria degli integratori alimentari; la parte residua non ancora sfruttata alimenta un digestore anaerobico per la produzione di biogas. Il biogas prodotto alimenta un cogeneratore che produce energia elettrica e termica.
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Parco Gioco

1 CAMBIO DI GOMME=1 MQ DI PARCO GIOCO

I prodotti NOVASOFT sono pavimenti in gomma riciclata. Le mattonelle sono realizzate utilizzando il granulo di gomma da PFU - Pneumatico Fuori Uso. Utilizziamo cioè il granulo ottenuto dal riciclo e recupero degli pneumatici dopo la loro pezzatura,la separazione dalla tela e dal metallo, la granulazione. Il materiale ottenuto da questo processo diventa una Materia Prima Seconda che noi utilizziamo come parte principale per la realizzazione di piastrelle antitrauma.
L'approccio circolare della nostra azienda dove nulla si distrugge, tutto si trasforma.

Dai cascami ortofrutticoli all'allevamento di chiocciole

MolHelix è una azienda agricola innovativa dedita all’elicicoltura a ciclo naturale completo per gastronomia e cosmesi. Commercializziamo chiocciole della specie Helix Aspersa maxima già spurgate e pronte per la cucina, dove grazie all’alimentazione esclusivamente vegetale delle chiocciole, riusciamo a portare il massimo della qualità, del gusto e delle proprietà nutritive di questo fantastico prodotto.
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Riutilizzo nocciolo oliva

I noccioli delle olive utilizzate nella produzione dell'olio vengono riutilizzati come combustibile per i termocamini, mentre lo scarto della lavorazione (la c.d. sansa) viene impiegata come fertilizzante inviata ai sansifici per produrre l'olio di sansa e del fertilizzante. In futuro si prevede di lavorare in due fasi e poter inviare alla Fattoria delle Piane di Rosarno gli scarti della lavorazione e produrre energia elettrica.
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